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Serenata (dai «Canti greci» di N. Tommaseo)

[…] Senti in questi versi, meglio che lo zucchero e il miele, le rose e l’aura rorida che rinfresca, più che un corpo gentile, l’anima ed i pensieri. Vuol ch’ella dorma; e poi la desta: le fa carezze, e rimproveri: e alle rose del suo guanciale sgombro di cure, porta invidia egli afflitto. Contraddizioni che l’amore nutrisce, e che nutriscon l’amore. L’imagine dell’aria che scherza fra le lenzuola, parrebbe dover divenire lasciva; e come si appura in un tratto e passa leggiera pe’ sensi, e si fa degna d’un corpo angelico e d’un viso d’imagine!

Zucchero sia ‘l tuo sonno, e miele il sogno tuo,
e rose e roselline sul tuo guanciale.
Fresc’aria diventerò per entrare nelle lenzuola,
per rinfrescarti il seno, ch’è bianco come le nevi.
Destati, angelico corpo, capo da imagine:
due parole ho da dirti: poi riaddormentati.
Destati, e risolvi ch’io viva o che muoia,
ch’egli m’è fatto grave il mondo di sopra.
Tu dormi spensierita, e io fo male nottate:
male nottate, perché soffro; soffro, perch’amo.

Ζάχαρη να ‘ναι ο ύπνος σου, και μέλι τ’ όνειρό σου,
και ρόδα και τριαντάφυλλαεις το προσκέφαλό σου.
Κρύος αέρας θα γενώ, θα μπω μες στα σεντόνια,
να σου δροσίσω τα βυζιά, που ‘ν’ άσπρα ωσάν τα χιόνια.
Ξύπνησε αγγελικό κορμί, ζωγραφιστό κεφάλι,
δυό λόγια έχω να σου πω, κι αποκοιμήσου πάλι.
Ξύπνησε κι αποφάσισε, να ζήσω, ή να πεθάνω,
διατί τον εβαρέθηκα τον κόσμον τον απάνω.
Εσύ κοιμάσαι ξέγνοιαστη, κ’ εγώ κακονυκτάω.
Κακονυκτάω γιατί πονώ, πονώ γιατί αγαπάω. […]

Dal libro «I Canti greci di Niccolò Tommaseo. Riscontri musicali nella Grecia odierna», p. 12-13.