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Il dhivaràtikos di Cefalonia

Dal libro «Sentire la Grecia. In viaggio fra musiche e tradizioni», p. 9-11

[…] Una caratteristica dei nomi di molti villaggi di Cefalonia è la terminazione in -ata: ritroviamo così Lurdhàta, Vlachàta, Musàta, Svoronàta e… Dhivaràta: da qui prende il nome il dhivaràtikos, («di Dhivaràta), una vivace danza locale. La descrizione sintetica di un fenomeno coreutico attraverso alcune sue specificità è utile per renderne possibile una classificazione: prendendo come esempio proprio il dhivaràtikos, pertanto, proveremo ad analizzare le caratteristiche di una “danza circolare aperta mista antioraria”.

Il dhivaràtikos è una danza, e ciò è un elemento di classificazione primario. Tutta la musica greca, infatti, si divide in tre categorie fondamentali: quella coreutica (cioè da danza), quella da ascolto (non ballata) e quella di strada. La forma del dhivaràtikos è “circolare”: i danzatori sono disposti in cerchio e si tengono fra loro per le mani. Questa danza circolare è “aperta”, pertanto il cerchio non è chiuso ed è quindi possibile individuare un primo ballerino e un ultimo*. Ancora, è “mista”, cioè vi partecipano sia uomini che donne, e “antioraria”, in quanto tale è il senso in cui si muovono i danzatori, dunque verso la loro destra. Dal momento che la maggior parte delle danze greche procede in senso antiorario, quest’ultima caratteristica è generalmente omessa ed è sufficiente specificare il contrario.

Se la classificazione di una danza da un lato è utile per descriverla sinteticamente, dall’altro è spesso totalmente priva di senso, se non addirittura fuorviante. Mentre alcune caratteristiche hanno la tendenza a rimanere stabili, come la forma circolare aperta e il senso antiorario, altre sono soggette a variazioni di tempo e di luogo, ma anche di costume. Può accadere così che una danza che negli anni Trenta del secolo scorso era esclusivamente maschile oggi sia ballata anche da donne, e viceversa. Pertanto, d’ora in poi, per ogni danza citata sarà descritta quella che fra tutte le varianti è la più comune.

Osserviamo ancora un’altra peculiarità del dhivaràtikos, che vedremo essere comune a molte altre danze circolari aperte: il primo ballerino (protochoreftìs) guida la danza, ma allo stesso tempo ha facoltà di compiere variazioni o vere e proprie improvvisazioni mentre gli altri continuano a seguire la normale coreografia. Esistono addirittura circostanze in cui è solo o quasi esclusivamente il protochoreftìs a ballare, mentre il resto del cerchio resta fermo o accenna i passi sul posto**. Nelle danze miste il primo ballerino è più frequentemente un uomo, anche se negli ultimi anni questo ruolo è stato assunto anche dalle donne; in alcune zone della Grecia, tuttavia, ciò è tutt’altro che comune e talvolta addirittura vietato (per esempio nel paese di Òlimbos, nell’isola di Kàrpathos). […]

© Carmelo Siciliano 2019

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* Le danze circolari chiuse sono decisamente meno diffuse nel mondo ellenico e le ritroviamo più facilmente spostandoci verso oriente; vedi per esempio Malamatènios arghaliòs e Apòpse ta mesànichta in Cappadocia, e la maggior parte delle danze dei greci del Ponto.
** Vedi per esempio lo tsàmiko e la danza strumentale rast.