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Le danze doppie di Leucade

Dal libro «Sentire la Grecia. In viaggio fra musiche e tradizioni»

[…] Da Zante invertiamo ora la rotta dirigendoci a nord, così da raggiungere Leucade. Il suo nome greco, Lefkàdha, deriva da lefkòs («bianco») e si riferisce allo splendore accecante delle rocce che si affacciano sul mare di fronte alla vicina Cefalonia. Da una di queste, secondo la leggenda, si gettò la poetessa Saffo, seguendo un’antica tradizione di amanti infelici. Leucade è talmente vicina alla terraferma da poter essere raggiunta anche solo grazie a un ponte mobile. Questa prossimità alla Grecia continentale ha fatto sì che la tradizione musicale dell’isola ne abbia accolto numerosi elementi, come l’uso del laùto, uno strumento a corde, e del clarinetto, che vedremo essere ormai lo strumento melodico principale in gran parte della terraferma greca. […]

A Leucade, così come in altre zone della Grecia, sono caratteristiche alcune danze dette “doppie” per l’alternanza di due motivi coreutici, che corrispondono ad altrettante frasi musicali. Un esempio è la danza circolare aperta femminile milià («albero di mele»), che si balla sulla canzone Milià pu ‘se ston engremò («Albero di mele che sei sul burrone») e alterna un tempo quaternario a uno settenario (3+2+2):

A ogni sezione ritmica corrispondono diversi passi di danza, e l’alternanza fra ognuna di esse continua fino alla fine dei versi:

Altre danze doppie diffuse a Leucade sono la lemonià («albero di limone»), che come la precedente milià alterna un tempo quaternario a uno settenario:

e Ghiànnis o Berathianòs («Ghiànnis di Berat*»), che alterna un tempo settenario (3+2+2) a uno senario (4+2) e i passi di danza rispettivamente del sirtòs del tipo kalamatianòs e dello tsàmiko:

© Carmelo Siciliano 2019

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* Berat è un villaggio dell’Albania centro-meridionale.