L’inizio della lotta greca per l’indipendenza (25 marzo 1821)

Dal libro «Sentire la Grecia. In viaggio fra musiche e tradizioni», p. 55-56

[…] L’insurrezione scoppiò in Grecia nel 1821. Il 25 marzo, secondo la tradizione, l’arcivescovo di Patrasso Ghermanòs innalzò per la prima volta la bandiera greca, bianca con una grande croce azzurra, e da lì la rivolta si estese pian piano in tutta la terraferma. Alla popolazione si unirono clefti e armatoli, guidati nel Peloponneso da Theòdhoros Kolokotrònis e in Epiro da Màrkos Bòtsaris. Anche molte isole parteciparono, occupandosi del trasporto di armi e rifornimenti mediante le proprie navi. La reazione turca fu ovviamente durissima. Alì Pascià (il quale, come abbiamo visto nel capitolo dedicato all’Epiro, stava approfittando dell’insurrezione per rendersi indipendente dal sultano) fu decapitato, la popolazione dell’isola di Chìos massacrata, il patriarca di Costantinopoli impiccato, intere città assediate, distrutte e la popolazione sterminata. I greci tuttavia non erano soli. Molti intellettuali europei abbandonarono la propria patria per intervenire in prima persona; da tutta Europa accorsero numerosi volontari, fra cui l’inglese George Gordon Byron e l’italiano Santorre di Santarosa, che si unirono ai rivoluzionari. Anche alcune grandi potenze europee decisero di appoggiare la causa greca e così francesi, inglesi e russi spostarono decisamente le sorti della guerra a favore della Grecia con la schiacciante vittoria navale di Navarino, dove l’intera flotta ottomana fu annientata. Il Peloponneso fu liberato nel 1828 e la città di Nàfplio individuata come prima capitale. Il trattato di Adrianopoli del 1829 sancì la fine della guerra e il protocollo di Londra del 1830 confermò l’indipendenza.

La Grecia nacque come una repubblica, ma l’assassinio del primo capo di Stato Ioànnis Kapodhìstrias nel 1831 fornì alle potenze europee il pretesto per trasformarla in una monarchia e insediare il principe ereditario di Baviera, Ottone di Wittelsbach, nell’agosto del 1832. Nello stesso anno furono anche stabiliti i confini del Regno di Grecia, che comprendeva la Grecia Centrale, il Peloponneso, le isole immediatamente adiacenti e le Cicladi. La Tessaglia fu annessa solo nel 1881, in seguito a una conferenza tenutasi a Costantinopoli secondo accordi già presi durante il trattato di Berlino del 1878 (che pose fine alla guerra russo-turca del 1877-1878). Mancava ancora la maggior parte dei territori che formano la Stato moderno: l’Epiro, la Macedonia, la Tracia, l’Eptaneso, il Dodecaneso e Creta. Tutti i territori in Asia Minore, come pure parte dell’Epiro, della Macedonia e della Tracia, non sarebbero mai più tornati alla Grecia. […]

© Carmelo Siciliano 2019