Archivio mensile:Giugno 2012

La verità sul Sirtaki

E’ incredibile come ancora oggi, nonostante la semplicità di accesso alle informazioni grazie a internet, ci sia una quantità enorme di persone, greci compresi, che continua a pensare che il Sirtaki sia una danza tradizionale greca. Ma le cose non stanno per niente così…

Sirtaki, Syrtaki, Syrtaky, Sirtaky… e chi più ne ha più ne metta, è una parola greca, “Συρτάκι”, e significa “Piccolo Syrtòs”; il Sirtòs sì che è una danza tradizionale greca, dalle origini molto antiche e anche per questo motivo ballata con numerose varianti più o meno in tutta la Grecia. Ma il Sirtaki… no.

Le origini del famigerato Sirtaki sono da ricercare nel film “Zorba il greco” del 1964, diretto da Michalis Kakogiannis e basato sull’omonimo romanzo di Nikos Kazandzakis. La scena più famosa del film è proprio quella in cui il protagonista della storia, Zorbas (interpretato da Anthony Quinn), insegna a ballare una danza a Basil, scrittore inglese trasferitosi per affari a Creta, dove è ambientata la vicenda. La scena “colpevole” è questa:

Ebbene, la coreografia fu inventata apposta per l’occasione! Di conseguenza il Sirtaki non è per niente una danza tradizionale greca; semplicemente riprende, in alcuni momenti, i passi di altre danze come ad esempio il Chasàpiko, che peraltro con Creta non ha nulla a che fare.

Ma non è tutto! Neanche la musica del Sirtaki è tradizionale greca, ma fu composta da Mikis Theodhorakis come colonna sonora per il film. Questa, almeno, è la versione “ufficiale”, perchè in realtà Theodhorakis scopiazzò alla grande la melodia da un brano di un musicista cretese, Ghiorghis Kutsurelis, che già intorno al 1950 aveva scritto un brano dal nome Armenochorianòs Sirtòs:

Pur restando questa scena un capolavoro del cinema, chi continua ancora oggi, greci e stranieri, a propinare al pubblico il Sirtaki come “danza simbolo” della Grecia (con tutte le bellissime centinaia di danze che ci sono, poi!) semplicemente perché è un’immagine “che vende” è un furbone che fa leva sui luoghi comuni e quindi sull’ignoranza della gente …

Se volete mettere in crisi sull’argomento Sirtaki chiunque, perfino uno stesso greco, basta domandargli se sa di quale parte della Grecia sia originario…

Rembètico o Rembètiko? Rembetici o Rembeti? Rembetica o Rembetika? Istruzioni per l’uso

Da quando in Italia si è iniziato a parlare di musica rembètika si è generata, come è normale, una grossa confusione relativa ai termini legati a questo repertorio. Vediamo di mettere un po’ di ordine. In greco il nome per definire questo genere è “ρεμπέτικα” (rembètika), che è il plurale di ρεμπέτικο (rembètiko); si sottintende la parola τραγούδια (traghùdhia) che significa “canzoni”. Quindi letteralmente rembètika sta per rembètika traghùdhia e significa “canzoni di rembètiko“. Ora nel passaggio all’italiano si potrebbe usare o rembètiko o rembètika, indifferentemente, ma per ragioni grammaticali mi sembrerebbe più coerente dire rembètiko quando si parla del genere, di rembètika quando si parla della musica: in tal modo gli aggettivi concorderanno nella lingua italiana! Esempi: “il rembètiko è un genere della musica greca” oppure “la musica rembètikasi è diffusa dal 1922″. Il nome greco di chi fa questa musica è “ρεμπέτης” (rembetis), plurale ρεμπέτες (rembetes). Quindi l’uso di chiamare queste persone rembetici non ha nessuna ragione di esistere. Si potrebbe, al limite, chiamarli semplicemente rembeti italianizzando le parole rembetis e rembetes. Ma rembetici no, vi prego! Quanto all’uso della C o della K, non mi sembra possa esserci dubbio sul fatto che vada usata la K, come è prassi per la traslitterazione del greco moderno in caratteri latini.