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Scale e modi della musica tradizionale greca

Per parlare di scale e modi utilizzati nella musica greca è indispensabile fare riferimento alle dimensioni del tempo e dello spazio.

Il tempo è importante perché, anche nelle stesse aree di riferimento, si sono adottate man mano diverse soluzioni a iniziare proprio dal sistema di intonazione musicale utilizzato (da quello naturale a quello temperato, per esempio); lo spazio ci permette invece di cogliere le differenze, a parità di sistema in uso, fra alcuni dettagli che variano da una zona all’altra (come, ad esempio, dalla Tracia alla Macedonia orientale).

Nelle aree di cultura greca, pertanto, troviamo ancora oggi vari sistemi musicali che convivono senza escludersi a vicenda:

  • il sistema bizantino, ancora in uso nella liturgia ortodossa, che suddivide il tono in dodici parti uguali;
  • il sistema modale della musica tradizionale che, complicate disquisizioni teoriche a parte, in qualche modo è derivato o comunque influenzato dalla musica bizantina e dal sistema musicale ottomano, che divide il tono il nove parti uguali, in uso nella maggior parte della Grecia continentale, delle isole dell’Egeo e naturalmente in Asia Minore;
  • la musica pentatonica dell’Epiro;
  • il sistema temperato, in uso dall’inizio del rebetiko pireotiko (1934 circa) fino alla musica popolare di oggi.

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Scale e modi della musica rebetika: i dromi

Il repertorio di musica rebetika fa uso di un sistema modale imparentato con quello bizantino e turco-ottomano, e a grandi linee “derivato” da questi due sistemi. Tuttavia, il fatto stesso che nella musica rebetika si usino strumenti temperati e quindi dal punto di vista intervallare assolutamente “occidentali” ha condizionato questa “derivazione”, per cui allo stato attuale si parla di un sistema modale costituito da modi che in greco moderno vengono chiamati “dromi”, che significa “strade”, “percorsi”.

Questi dromi hanno conservato i nomi dei modi ottomani originari, i makam, rielaborandoli però, nella maggior parte dei casi, in modo diverso, spesso a cominciare proprio dalla struttura intervallare; in qualche caso, addirittura, si arriva a scambiare palesemente nomi di diversi modi, come nel caso di Segiach e Chouzam, ad esempio…

Questo fenomeno è dovuto in gran parte al fatto che i musicisti-compositori di rebetika, a iniziare da quello che è considerato il “padre” della musica rebetika, cioè Markos Vamvakaris, nella maggior parte dei casi non avevano alcuna formazione musicale, e di conseguenza non c’è mai stata alcuna teorizzazione dei dromi da parte dei musicisti che pur li usavano…

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