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12.10.2014 – Seminario “Il rebetiko: teoria e pratica” – Milano

Preiscrizione richiesta entro il 6 ottobre


Il rebetiko è uno dei generi più singolari della musica greca: sviluppatosi soprattutto ad Atene fra il 1922 e il 1952, risente di influssi provenienti dai Balcani, dall’Asia Minore e dall’Europa occidentale.
Il seminario è rivolto ad appassionati e musicisti sia dilettanti che professionisti desiderosi di avvicinarsi a questo particolare repertorio.


PROGRAMMA

Parte teorica:

  • introduzione alle teorie modali del mediterraneo orientale, con particolare riferimento all’area egea, e loro reinterpretazione nell’ambito del repertorio rebetiko;
  • studio della teoria modale del rebetiko: i dromi;
  • studio delle principali formule ritmiche del repertorio di rebetika: chasapiko, zeibekiko, karsilamas, tsifteteli, aptalikos.

Parte pratica:

  • impostazione di base sui vari strumenti;
  • diteggiatura funzionale al sistema modale del rebetiko;
  • tecnica di base e avanzata per la mano destra e per la mano sinistra;
  • prassi esecutiva della musica rebetika, con particolare attenzione agli abbellimenti e alle ornamentazioni melodiche tipiche di ogni strumento.

Repertorio:

  • si affronterà in particolar modo il repertorio del cosiddetto rebetiko pireotiko, cioè quello compreso fra gli anni Trenta e la Seconda Guerra Mondiale, attraverso le canzoni di Markos Vamvakaris, Giorgos Batis, Giannis Papaioannou, etc.

Note:

  • è utile avere con sé un registratore e/o una videocamera;
  • la lettura del pentagramma è utile ma non indispensabile, in quanto si utilizzeranno sistemi di trasmissione sia orali che scritti, anche attraverso spartiti con tablatura;
  • ai partecipanti sarà distribuito materiale relativo agli argomenti trattati (spartiti, appunti sulla teoria musicale, esercizi di tecnica, ascolti, indicazioni bibliografiche e discografiche).

Pagina dell’evento su FaceBook:

https://www.facebook.com/events/497278013741248

30-31.08.2014 – Seminario di musica greca tradizionale e rebetika – Latiano (BR)

SEMINARIO DI MUSICA REBETIKA

Il seminario di musica rebetika è rivolto ad appassionati e musicisti sia dilettanti che professionisti che desiderano avvicinarsi a questo particolare genere della musica greca.

Ai partecipanti sarà distribuito materiale relativo agli argomenti trattati (spartiti, appunti sulla teoria musicale, esercizi di tecnica, ascolti, indicazioni bibliografiche e discografiche).

Parte teorica:

  • introduzione alle teorie modali del mediterraneo orientale, con particolare riferimento all’area egea, e loro reinterpretazione nell’ambito del repertorio rebetiko;
  • studio della teoria modale del rebetiko: i dromi;
  • studio delle principali formule ritmiche del repertorio di rebetika: chasapiko, zeibekiko, karsilamas, tsifteteli, aptalikos.

Parte pratica:

  • impostazione di base sui vari strumenti;
  • diteggiatura funzionale al sistema modale del rebetiko;
  • tecnica di base e avanzata per la mano destra e per la mano sinistra;
  • prassi esecutiva della musica tradizionale, con particolare attenzione agli abbellimenti e alle ornamentazioni melodiche tipiche di ogni strumento.

Repertorio:

  • si affronterà in particolar modo il repertorio del cosiddetto rebetiko pireotiko, cioè quello compreso fra gli anni Trenta e la Seconda Guerra Mondiale, attraverso le canzoni di Markos Vamvakaris, Giorgos Batis, Giannis Papaioannou, etc.

SEMINARIO DI MUSICA TRADIZIONALE

Il seminario intensivo di musica tradizionale è rivolto ad appassionati e musicisti sia dilettanti che professionisti che desiderino avvicinarsi ai generi e ai repertori della musica greca tradizionale.

Ai partecipanti sarà distribuito materiale relativo agli argomenti trattati (spartiti, appunti sulla teoria musicale, esercizi di tecnica, ascolti, indicazioni bibliografiche e discografiche).

Parte teorica:

  • introduzione alle teorie modali del mediterraneo orientale, con particolare riferimento all’area egea;
  • studio della teoria modale della musica greca tradizionale: suddivisione dell’ottava e del tono, confronto fra i diversi sistemi musicali in uso;
  • studio delle principali formule ritmiche della musica greca (2/4, 3/4, 4/4, 5/8, 6/8, 6/4, 7/8, 9/4, 9/8…).

Parte pratica:

  • impostazione di base sui vari strumenti;
  • diteggiatura funzionale al sistema modale;
  • tecnica di base e avanzata per la mano destra e per la mano sinistra;
  • prassi esecutiva della musica tradizionale, con particolare attenzione agli abbellimenti e alle ornamentazioni melodiche tipiche di ogni strumento.

Repertorio:

  • si affronterà in particolar modo la musica tradizionale delle isole, della Macedonia, della Tracia e dell’Egeo Orientale.

INFORMAZIONI & ISCRIZIONI

Il rebetiko

Le origini del rebetiko sono ancora oggi oggetto di discussione fra gli studiosi, e questo perché questa musica apparentemente così semplice ha assimilato nel tempo una quantità tale di influenze da rendere difficile l’identificazione di un percorso evolutivo ben preciso.

Le fondamenta della musica rebetika sono da ricercare in primo luogo nella musica bizantina, elemento di coesione e di unione fra i greci sparsi ovunque durante la dominazione ottomana; poi nella musica tradizionale, seppur molto diversa a seconda delle aree geografiche; e quindi nelle canzoni degli eroi-ribelli contro il potere ottomano, i “kleftes”, da cui i nome di “kleftika” attribuito a questo repertorio. A questi elementi si aggiunge il patrimonio musicale dei centri urbani più grandi (Smirne, da cui “smirneika“, Salonicco, Costantinopoli) costituito dalle canzoni popolari urbane e dalle canzoni delle prigioni o “mourmourika“, che sono ampiamente documentate già a partire da metà del XIX secolo. Più tardi, intorno alla fine del XIX secolo, si aggiunge l’influenza della musica europea, rappresentata dalle kantades delle Isole Ionie e di Atene, fortemente influenzate dalla musica italiana.

I contatti fra tutti questi elementi iniziarono a intensificarsi intorno alla metà del XIX secolo, in seguito all’indipendenza greca dal dominio ottomano (1821-1822, leggi qui). Nel 1873, quindi, iniziano ad aprire alcuni locali chiamati dapprima santour-cafi e successivamente cafe’ aman, dove i greci appartenenti alla classe lavoratrice si incontravano per bere, fumare e trascorrere del tempo ascoltando musica.

Ma è dopo la catastrofe di Smirne (leggi qui) del 1922 che tutti questi elementi convergono in Grecia: lo scambio di popolazione fra Grecia e Turchia sancito dal trattato di Losanna del 1923 e il conseguente enorme afflusso di profughi greci provenienti dall’Asia Minore riuniscono in un solo posto tutti gli elementi prima citati, dando un impulso enorme allo sviluppo della musica rebetika.

Lo stile che si afferma inizialmente è fortemente influenzato dalla canzone urbana di Smirne, e da qui prende il nome di “smyrneiko“; non a caso alcuni dei principali compositori di rebetika sono nati ed erano già attivi e affermati musicisti proprio a Smirne.

A partire dal 1934 si afferma un nuovo stile detto “pireotiko” ad opera di Markos Vamvakaris, che inizia la sua attività di musicista costituendo il gruppo “Tetrada tou Pireos”, Quartetto del Pireo, insieme a Giorgos Batis, Anestis Delias e Stratos Pagioumtzis, definendo la formazione classica di rebetika costituita da bouzouki, baglamas e chitarra.

A partire dal 1938, con la dittatura di Metaxas, il rebetiko subisce un duro colpo soprattutto per quanto riguarda i testi: vengono proibite le allusioni alle droghe e in genere a tutti gli elementi troppo orientali (per esempio l’amanes) e così alcuni musicisti smettono di scrivere canzoni mentre altri si adeguano alle nuove regole. In questa fase si inserisce l’opera di Vasilis Tsitsanis, che rinnova il genere dal punto di vista dei contenuti, eliminando gli elementi più volgari e “bassi” delle canzoni a favore di testi più eleganti e raffinati, e dal punto di vista musicale, ampliando le formazioni musicali e introducendo nuovi suoni, fra cui la fisarmonica e il pianoforte.

Scale e modi della musica tradizionale greca

Per parlare di scale e modi utilizzati nella musica greca è indispensabile fare riferimento alle dimensioni del tempo e dello spazio.

Il tempo è importante perché, anche nelle stesse aree di riferimento, si sono adottate man mano diverse soluzioni a iniziare proprio dal sistema di intonazione musicale utilizzato (da quello naturale a quello temperato, per esempio); lo spazio ci permette invece di cogliere le differenze, a parità di sistema in uso, fra alcuni dettagli che variano da una zona all’altra (come, ad esempio, dalla Tracia alla Macedonia orientale).

Nelle aree di cultura greca, pertanto, troviamo ancora oggi vari sistemi musicali che convivono senza escludersi a vicenda:

  • il sistema bizantino, ancora in uso nella liturgia ortodossa, che suddivide il tono in dodici parti uguali;
  • il sistema modale della musica tradizionale che, complicate disquisizioni teoriche a parte, in qualche modo è derivato o comunque influenzato dalla musica bizantina e dal sistema musicale ottomano, che divide il tono il nove parti uguali, in uso nella maggior parte della Grecia continentale, delle isole dell’Egeo e naturalmente in Asia Minore;
  • la musica pentatonica dell’Epiro;
  • il sistema temperato, in uso dall’inizio del rebetiko pireotiko (1934 circa) fino alla musica popolare di oggi.

Per saperne di più visita i miei siti MusicaGreca.it, Bouzouki.it, Rebetika.it!

Rebetico o Rebetiko? Rebetici o Rebeti? Rebetica o Rebetika? Istruzioni per l’uso

Quartetto del PireoDa quando in Italia si è iniziato a parlare di musica rebetika si è generata, come è normale, una grossa confusione relativa ai termini legati a questa musica. Vediamo di mettere un po’ di ordine.

In greco il nome per definire questo repertorio è “ρεμπέτικα” [rebetika, rempetika], che è il plurale di ρεμπέτικο [rebetiko, rempetiko]; si sottintende la parola τραγούδια [tragoudia] che significa “canzoni”. Quindi letteralmente “rebetika” sta per “rebetika tragoudia” e significa “canzoni di rebetika”. Ora nel passaggio all’italiano si potrebbe usare o “rebetiko” o “rebetika”, indifferentemente, ma per ragioni grammaticali mi sembrerebbe più lineare parlare di “rebetiko” quando si parla del genere, di “rebetika” quando si parla della musica: in tal modo gli aggettivi concorderanno nella lingua italiana!

Esempi: “il rebetiko è un genere della musica greca” oppure “la musica rebetika si è diffusa dal 1922”.

Il nome greco di chi fa questa musica è “ρεμπέτης” [rebetis, rempetis], plurale ρεμπέτες [rebetes, rempetes]. Quindi l’uso di chiamare queste persone “rebetici” non ha nessuna ragione di esistere. Si potrebbe, al limite, chiamarli semplicemente “rebeti” italianizzando le parole “rebetis” e “rebetes”. Ma rebetici no, vi prego!

Quanto all’uso della C o della K, non mi sembra possa esserci dubbio sul fatto che vada usata la K, come è prassi per la traslitterazione del greco moderno in caratteri latini.

Scale e modi della musica rebetika: i dromi

Il repertorio di musica rebetika fa uso di un sistema modale imparentato con quello bizantino e turco-ottomano, e a grandi linee “derivato” da questi due sistemi. Tuttavia, il fatto stesso che nella musica rebetika si usino strumenti temperati e quindi dal punto di vista intervallare assolutamente “occidentali” ha condizionato questa “derivazione”, per cui allo stato attuale si parla di un sistema modale costituito da modi che in greco moderno vengono chiamati “dromi”, che significa “strade”, “percorsi”.

Questi dromi hanno conservato i nomi dei modi ottomani originari, i makam, rielaborandoli però, nella maggior parte dei casi, in modo diverso, spesso a cominciare proprio dalla struttura intervallare; in qualche caso, addirittura, si arriva a scambiare palesemente nomi di diversi modi, come nel caso di Segiach e Chouzam, ad esempio…

Questo fenomeno è dovuto in gran parte al fatto che i musicisti-compositori di rebetika, a iniziare da quello che è considerato il “padre” della musica rebetika, cioè Markos Vamvakaris, nella maggior parte dei casi non avevano alcuna formazione musicale, e di conseguenza non c’è mai stata alcuna teorizzazione dei dromi da parte dei musicisti che pur li usavano…

Visita www.bouzouki.it per approfondire l’argomento…