Il rebetiko

Le origini del rebetiko sono ancora oggi oggetto di discussione fra gli studiosi, e questo perché questa musica apparentemente così semplice ha assimilato nel tempo una quantità tale di influenze da rendere difficile l’identificazione di un percorso evolutivo ben preciso.

Le fondamenta della musica rebetika sono da ricercare in primo luogo nella musica bizantina, elemento di coesione e di unione fra i greci sparsi ovunque durante la dominazione ottomana; poi nella musica tradizionale, seppur molto diversa a seconda delle aree geografiche; e quindi nelle canzoni degli eroi-ribelli contro il potere ottomano, i “kleftes”, da cui i nome di “kleftika” attribuito a questo repertorio. A questi elementi si aggiunge il patrimonio musicale dei centri urbani più grandi (Smirne, da cui “smirneika“, Salonicco, Costantinopoli) costituito dalle canzoni popolari urbane e dalle canzoni delle prigioni o “mourmourika“, che sono ampiamente documentate già a partire da metà del XIX secolo. Più tardi, intorno alla fine del XIX secolo, si aggiunge l’influenza della musica europea, rappresentata dalle kantades delle Isole Ionie e di Atene, fortemente influenzate dalla musica italiana.

I contatti fra tutti questi elementi iniziarono a intensificarsi intorno alla metà del XIX secolo, in seguito all’indipendenza greca dal dominio ottomano (1821-1822, leggi qui). Nel 1873, quindi, iniziano ad aprire alcuni locali chiamati dapprima santour-cafi e successivamente cafe’ aman, dove i greci appartenenti alla classe lavoratrice si incontravano per bere, fumare e trascorrere del tempo ascoltando musica.

Ma è dopo la catastrofe di Smirne (leggi qui) del 1922 che tutti questi elementi convergono in Grecia: lo scambio di popolazione fra Grecia e Turchia sancito dal trattato di Losanna del 1923 e il conseguente enorme afflusso di profughi greci provenienti dall’Asia Minore riuniscono in un solo posto tutti gli elementi prima citati, dando un impulso enorme allo sviluppo della musica rebetika.

Lo stile che si afferma inizialmente è fortemente influenzato dalla canzone urbana di Smirne, e da qui prende il nome di “smyrneiko“; non a caso alcuni dei principali compositori di rebetika sono nati ed erano già attivi e affermati musicisti proprio a Smirne.

A partire dal 1934 si afferma un nuovo stile detto “pireotiko” ad opera di Markos Vamvakaris, che inizia la sua attività di musicista costituendo il gruppo “Tetrada tou Pireos”, Quartetto del Pireo, insieme a Giorgos Batis, Anestis Delias e Stratos Pagioumtzis, definendo la formazione classica di rebetika costituita da bouzouki, baglamas e chitarra.

A partire dal 1938, con la dittatura di Metaxas, il rebetiko subisce un duro colpo soprattutto per quanto riguarda i testi: vengono proibite le allusioni alle droghe e in genere a tutti gli elementi troppo orientali (per esempio l’amanes) e così alcuni musicisti smettono di scrivere canzoni mentre altri si adeguano alle nuove regole. In questa fase si inserisce l’opera di Vasilis Tsitsanis, che rinnova il genere dal punto di vista dei contenuti, eliminando gli elementi più volgari e “bassi” delle canzoni a favore di testi più eleganti e raffinati, e dal punto di vista musicale, ampliando le formazioni musicali e introducendo nuovi suoni, fra cui la fisarmonica e il pianoforte.