Scale e modi della musica rebetika: i dromi

Il repertorio di musica rebetika fa uso di un sistema modale imparentato con quello bizantino e turco-ottomano, e a grandi linee “derivato” da questi due sistemi. Tuttavia, il fatto stesso che nella musica rebetika si usino strumenti temperati e quindi dal punto di vista intervallare assolutamente “occidentali” ha condizionato questa “derivazione”, per cui allo stato attuale si parla di un sistema modale costituito da modi che in greco moderno vengono chiamati “dromi”, che significa “strade”, “percorsi”.

Questi dromi hanno conservato i nomi dei modi ottomani originari, i makam, rielaborandoli però, nella maggior parte dei casi, in modo diverso, spesso a cominciare proprio dalla struttura intervallare; in qualche caso, addirittura, si arriva a scambiare palesemente nomi di diversi modi, come nel caso di Segiach e Chouzam, ad esempio…

Questo fenomeno è dovuto in gran parte al fatto che i musicisti-compositori di rebetika, a iniziare da quello che è considerato il “padre” della musica rebetika, cioè Markos Vamvakaris, nella maggior parte dei casi non avevano alcuna formazione musicale, e di conseguenza non c’è mai stata alcuna teorizzazione dei dromi da parte dei musicisti che pur li usavano…

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Il museo degli strumenti popolari greci di Atene

Nel centro di Atene, nel cuore della Plaka, si trova il Museo degli strumenti musicali tradizionali, che raccoglie centinaia di strumenti musicali provenienti da tutta la Grecia e risalenti fino al XVIII secolo. Gli strumenti sono stati raccolti dal musicologo Fivos Anogianakis, a cui appunto il museo è intitolato.

Il museo, che ha sede in un edificio signorile del 1842, si sviluppa su tre piani in tutto e al suo interno sono rappresentate tutte le categorie di strumenti musicali: aerofoni, cordofoni, membranofoni e idiofoni, e secondo questo criterio gli strumenti sono raggruppati nelle sale.

Al piano terra ci sono due sale, la prima dedicata ai membranofoni e ai clarinetti (con relativi strumenti di accompagnamento) e la seconda agli aerofoni in genere: flauti di tutti i tipi, cornamuse e zampogne.

Al piano inferiore troviamo gli idiofoni: svariati campanelli, sonagli, e quant’altro.

Il piano superiore raccoglie i cordofoni, raggruppati all’interno di un’unica grande sala per: lire di ogni provenienza, liuti originari dell’Asia Minore, bouzouki e strumenti similari (baglamas etc.), laouto, outi (oud), chitarre, e mandolini.

Una delle particolarità del museo degli strumenti musicali di Atene è che accanto ad ogni vetrina ci sono delle cuffie attraverso le quali è possibile ascoltare registrazioni degli strumenti in essa contenuti! Insomma, è una visita che vale davvero la pena!