30.01.2018, Roma – Concerto Rumelìa Trio

Un clarinetto e due plettri per scoprire melodie, ritmi, canti dell’area Balcanica, l’antica Rûmeli ottomana: un percorso musicale e culturale lungo i confini di queste terre, tanto varie e divise quanto affini e collegate.
Con il termine Rûmeli, nell’Impero Ottomano, ci si riferiva ai domini a Ovest di Costantinopoli, quelli che oggi indichiamo come Paesi balcanici. La zona che letteralmente veniva detta la Terra dei Romani, intendendo però con Rûm i Greci che popolavano gli ex-territori dell’Impero Romano d’Oriente, era in realtà un’area tanto vasta quanto varia nella composizione etnica, abitata certo da Greci, ma anche da Bulgari, Serbi, Albanesi, Armeni, oltre che da Zingari ed Ebrei…
Elementi di questo crogiuolo multietnico e di una comune koiné culturale sopravvissero al progressivo sfaldamento dell’Impero Ottomano e al sorgere dei vari Stati nazionali, e possono essere còlti ancora oggi, particolarmente sul fronte musicale.
Proprio questo tessuto sonoro tradizionale, nel quale profondi intrecci multiculturali convivono con esclusivi ed orgogliosi tratti identitari, è il materiale su cui lavora il Roumelìa Trio.
Provenendo da una lunga frequentazione del mondo balcanico, esteuropeo e levantino, i suoi membri propongono un itinerario lungo la sua storia e la sua geografia, sul filo della musica ― a cogliere affinità e differenze di stili, forme, repertori…
Selezionando tre strumenti tra quelli diffusi nelle tradizioni musicali dell’area, il Trio compone quindi una sorta di mappa sonora dei linguaggi musicali dell’antica Roumelìa, soffermandosi particolarmente su quelle zone che sono da sempre di confine, come la Tracia e la Macedonia ― entrambe regioni attualmente divise tra tre Stati.
Il clarino è tra i protagonisti assoluti delle musiche del mondo balcanico, capace com’è di evocare tanti strumenti popolari affini, che ad esso hanno affidato la propria eredità: dotato di estrema agilità come di profonda espressività, riesce ad interpretare indiavolate danze come struggenti lamenti.
Il mandolino orientale, con il suo melodizzare cristallino e la sua versatilità tecnica, favorisce l’esplorazione di diversi stili e repertori, complice anche la sua originale tastatura microtonale.
Il laoúto steriano, liuto lungo greco dal suono potente e profondo, assicura da sempre un solido accompagnamento armonico e ritmico ai brani tradizionali dell’entroterra ellenico, non disdegnando momenti melodici o ruoli solistici.

Il concerto è contrappuntato dalla presentazione dei brani, dalla spiegazione dei testi e dei contesti culturali di provenienza.

Musicisti: Paolo Rocca (clarinetto), Sergio Pugnalin (mandolino), Carmelo Siciliano (laouto)

Dove: Club 55 (Pigneto, Roma)

Informazioni: https://www.facebook.com/CLUB55pigneto/